La Festa della Castagna di Salento: le castagne sul fuoco e altre dolcezze

Dal 13 al 16 ottobre a Salento protagoniste sono le castagne, per una quattro giorni interamente dedicata al gusto e alle tradizioni. Giunge infatti quest’anno alla 46esima edizione la storica festa d’autunno che, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Gerardo, contribuisce a trasformare il piccolo borgo cilentano in un crocevia di gusti, tradizioni culinarie e musicali, incontri e condivisione di un rito antichissimo.
Ideata da Antonio Gorga nel lontano 1970, è tra le più antiche feste popolari del Cilento e certamente all’avanguardia rispetto alle molte manifestazioni che celebrano la castagna; si ripete, infatti, da quasi mezzo secolo, tutti gli anni, mantenendo in vita la sua unicità attraverso la prosecuzione dello spirito di condivisione e di aggregazione delle origini: le strade del paese diventano teatro di preparazione e distribuzione di caldarroste gratuite, offerte dalla comunità e preparate con sapienza in tre punti strategici del corso principale.
La Festa, nel corso degli anni, si è evoluta fino a diventare un contenitore di identità e tradizioni locali “mostrate” nelle bancarelle e nelle baracche di prelibatezze dolciarie e culinarie che riempiono i vicoli e le piazzette del paese: da molti anni Salento è laboratorio dolciario di eccellenza e specializzazione, sviluppatasi intorno alla tradizione e all’innovazione perseguita da eccelse famiglie di pasticcieri (D’Agostino, Rizzo e Santoro). L’antica ricetta degli “struffoloni” per esempio, tramandata da secoli di madre in figlia, è difficilmente riscontrabile persino nelle culture dei paesi limitrofi, una prelibatezza tipica che ha il sapore di un’antica alchimia, non riproducibile se non attraverso l’utilizzo di ingredienti genuini, rigorosamente a km 0: il profumo della buccia di limone, il “naspro” della giusta consistenza, le uova fresche locali, l’olio nuovo, appena premuto, dalle olive di cui la campagna salentina è ricchissima, sono gli ingredienti sine qua non dello “struffolone”. Indimenticabili i “cannuoli” alla crema, i particolarissimi “rafaiuoli”, e ancora la prelibatezza degli “scauratieddi” in cui l’equilibrio e l’incontro tra gli aromi e il miele, la consistenza giusta dell’impasto, il precisissimo tempo di cottura, sono un risultato irraggiungibile per mani inesperte sebbene volenterose. Nella memoria di molti sono i dolci del mistero e della meraviglia, del tepore del caminetto della nonna, a Salento per qualche giorno sono i frutti più deliziosi di una comunità in festa, dove anche i fusilli, i cavatielli, i sughi di cinghiale, la pizza cilentana, gli arrosti, le “foglie e patate”, i “vruoccoli”, l’odore del vino, il calore delle braci e gli spettacoli dei fumi contribuiscono a rimandare il freddo dell’autunno.

Ciascuna delle quattro serate prevede un concerto di musica popolare: si parte giovedì 13 con le storie “contate” da Domenico Monaco; venerdì 14 sarà volta dei RittAntico tra canti a distesa, tarantelle e stornelli. Confermati per domenica 16, a chiudere la manifestazione, Le Officine Popolari Lucane. Questa edizione sarà dedicata al compianto artista Andrea D’Agostino: una mostra della sua opera è stata infatti allestita all’interno dell’aula consiliare del Comune e sarà visitabile tutti i giorni e gratuitamente; da non perdere domenica mattina la tradizionale Cronoscalata di auto d’epoca.

Serena Di Sevo

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