Il ritorno del “Tuffatore”

Al Museo di Paestum da giovedì 6 ottobre con il ritorno del Tuffatore, l’apertura della Sala Napoli e il restauro della Fontana di Carlo Alfano, l’arte contemporanea si specchia nuovamente in quella greca così come era nel progetto iniziale del grande artista napoletano e di Mario Napoli, Soprintendente e primo studioso della Tomba del Tuffatore. Grazie a un contributo privato anche la sala “Mario Napoli” che ospita la Tomba del Tuffatore testimonianza eccezionale della pittura greca, è tornata a nuova vita con un colore di verde che richiama proprio quello della lastra, simbolo del viaggio dalla vita all’al di là.

Il progetto della fontana inaugurata nel 1972 si basava proprio sul confronto fra antico e moderno e, grazie a questi ultimi restauri continuerà insieme a nuove iniziative volute dal direttore Gabriel Zuchtriegel: “È un progetto emblematico per il corso del Parco Archeologico di Paestum- non puntiamo su grandi opere, ma su una attenta riqualificazione e valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico, storico-artistico e paesaggistico che caratterizza Paestum. La stessa filosofia guiderà i lavori che faremo nell’ex stabilimento Cirio grazie al finanziamento Cipe.”

Il restauro della Sala Mario Napoli, posta come un diaframma davanti al Tuffatore di Carlo Alfano, è stato possibile grazie a una donazione di 25.000 euro di Antonio Palmieri della Tenuta Vannulo. “Un effetto positivo della riforma del Ministro Franceschini”, sostiene Zuchtriegel, “in quanto l’autonomia speciale concessa al Parco Archeologico di Paestum e la legge Artbonus creano nuove possibilità per coinvolgere donatori e sponsor.”

Il parco, dall’inizio di quest’anno ad oggi, con 320 mila visitatori, ha avuto un incremento del 27% e del 50% degli incassi rispetto al 2015: 80.mila l’importo complessivo di donazioni e sponsorizzazioni raccolte dall’inizio dell’anno.

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